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Bullet Journal: programma gli obiettivi con esercizi pratici

Benvenuti o bentornati sul blog!

Come promesso, ecco la seconda parte dell’articolo sul “sistema” del Bullet Journal in cui parleremo di alcuni esercizi pratici, che ci aiuteranno ad individuare e pianificare i nostri obiettivi.
Se vi siete persi la prima parte dell’articolo del “Il metodo Bullet Journal” di Ryder Carroll potete recuperarla qui, mentre a fine capitolo trovate un regalo per voi!

Anche questa volta cercherò di essere breve e per rendere tutto più pratico ho inserito degli esempi, spero vi siano utili.
Tutti gli esercizi e i metodi hanno lo scopo di aiutarci ad avere maggiore consapevolezza di come spendiamo il nostro tempo e le nostre energie, e utilizzarle al meglio per essere produttivi.


Divisione degli obiettivi: gli Sprint

Il primo suggerimento riguarda gli Sprint.
La suddivisione dei compiti in sprint consiste nel raggiungere lo stesso obiettivo utilizzando intervalli più brevi e gestibili.

Attraverso questa tecnica il nostro obiettivo iniziale verrà suddiviso sprint che a loro volta verranno divisi in compiti più piccoli.

Quindi avremo:

Obiettivo —> Sprint —> Compiti

La differenza tra gli sprint e le “fasi”, dice Carroll, sta nel fatto che gli sprint rappresentano dei progetti indipendenti all’interno dell’obiettivo, questo ci permette sprint dopo sprint di motivarci e renderci soddisfatti dei passi avanti fatti.

L’autore all’interno del libro ci propone un esempio che ci rende tutto più chiaro. Infatti, se l’obiettivo fosse imparare a cucinare, i nostri possibili sprint potrebbero essere: 

  • Imparare a scegliere la verdura fresca
  • Imparare a scottare o rosolare la carne 
  • Imparare ad usare i coltelli o altri utensili

Come vedete ogni sprint è indipendente dagli altri e ci consente di fare un piccolo passo in avanti rispetto all’obiettivo finale: imparare a cucinare.
Gli sprint inoltre dovrebbero avere determinate caratteristiche:

  • Non dovrebbero presentare barriere iniziali.
    Ad esempio per imparare ad usare i coltelli non è necessario avere un set completo per fare pratica.
  • Dovrebbero essere composti da compiti specifici e fattibili.
    Ritornando all’esempio dei coltelli, potremmo suddividere i compiti in: imparare ad affettare, pelare, triturare o tagliare a cubetti.
  • Portarli a termine in un tempo ragionevole, tra le 2-4 settimane.

Interazione e  fallimento

Molto bella è la visione del fallimento. 
Carroll utilizza una citazione di Thomas Edison:

“Non ho fallito. Ho soltanto trovato diecimila metodi che non funzionano”. 

E di storie così il libro ne ha tante, che diventano spunti sui quali riflettere e da cui trarre ispirazione.

Il fallimento viene visto come un meccanismo utile ed istruttivo che ci aiuta a crescere e migliorarci.
Negli errori e nei fallimenti dobbiamo trovare le risposte per modificare il modo in cui agiamo.

Come spunto per un miglioramento continuo Ryden Carroll ci propone il “ciclo  di Deming”, appunto un ciclo diviso in 4 fasi:

  1. Pianificare
  2. Fare: mettere in pratica il piano.
  3. Studiare/Verificare: analizzare i risultati del nostro piano e individuare quello che abbiamo appreso.
  4. Agire: in base a quello che abbiamo imparato e ai passi in avanti fatti.
    Se qualcosa non ha funzionato, dobbiamo ripartire da un piano diverso. In caso di successo, possiamo pianificare un nuovo piano e ricominciare il ciclo.
Bullet Journal: individuare e programmare i tuoi obiettivi con il ciclo di Deming.

Come applichiamo il ciclo di Deming al bullet journal?

Un suggerimento è quello di pianificare gli obiettivi la mattina, fare nel corso della giornata, studiare e agire durante la riflessione serale.


Giorni migliori: un passo alla volta, un compito alla volta per rendere la giornata migliore

In questo paragrafo l’autore suggerisce di non soffermarci sulle motivazioni che non ci permettono di fare qualcosa, ma pensare a soluzioni semplici che la rendono possibile.

Se la nostra vita non ci soddisfa possiamo pensare a qualcosa per migliorarla.

Parliamo di piccoli passi e piccole attività come uscire a fare una passeggiata, sistemare la nostra scrivania o libreria, scrivere ad una persona che non sentiamo da tanto, e tanto altro…

Scegliendo quindi ogni giorno un compito che renda migliore la nostra giornata e annotarlo sul Bullet Journal per un mese, magari ci troveremo ad avere ripreso rapporti con persone che non sentivamo da un po’, ad avere finito il libro per cui non avevamo tempo o ad avere dedicato qualche minuto alla musica o alle persone care.

In questo modo avrete reso le vostre giornate migliori e il divario tra il punto in cui vi trovate e quello a cui volete arrivare sarà ridotto .


Pianificazione: imparare a gestire il tempo

Rispetto al tempo, l’ideatore del Bullet Journal suggerisce una tecnica chiamata “timeboxing” per sfruttare al massimo la nostra potenzialità attraverso la motivazione, aiutandoci a raggiungere gli obiettivi.

Infatti, questa pratica consiste nello svolgere ogni attività all’interno di un ritaglio di tempo prestabilito.

Con la pratica, se sappiamo che possiamo dedicare solo 1 ora ad un compito saremo motivati a farlo bene e a concluderlo entro lo spazio di tempo che abbiamo a disposizione, focalizzando la nostra attenzione solo su quello che dobbiamo fare.

In più per evitare di rimandare le attività che non ci piacciono o che richiedono più impegno al giorno dopo, potremmo metterli in cima alla nostra lista, eliminando i compiti più faticosi prima e rendere il resto della giornata più leggero.


Perseveranza e il diario della chiarezza

“Non necessariamente le persone più felici hanno il meglio di ogni cosa, ma sfruttano al meglio ogni cosa.” Sam Cawthorn

Il concetto di perseveranza si collega a quello che dicevamo a proposito della gratitudine, infatti anche la perseveranza può essere applicata a molte attività tutto sommato banali e ripetitive.

In quel paragrafo ho utilizzato gli esempi del bucato e dell’affitto, lo stesso vale per la spesa o rimettere in ordine la casa. 

Il diario della chiarezza di cui parla Carroll consiste proprio nel segnare tutti i doveri o gli obblighi e accanto ad ognuno scrivere il perché sono utili e cosa otteniamo svolgendoli.

Quindi ad ogni attività assegnamo uno scopo.
La spesa ci permette di nutrirci e mettere in ordine la casa non ci fa vivere nel caos.

In questo modo diamo alle attività un senso, li contestualizziamo e diamo significato anche ai nostri sforzi.


Decostruire

Al contrario del “Diario della chiarezza”, la pratica dei “5 perché” ci è utile quando vogliamo capire fino in fondo un problema.
Possiamo creare una Raccolta sul Bullet Journal, con un titolo che fa riferimento al nostro problema.

Quindi, ad esempio, creiamo la raccolta dal titolo: “Non riesco a finire il libro che sto leggendo

E iniziamo con il primo “perché?” e rispondendo alla domanda:

  • Non riesco a finire il libro che sto leggendo 
  • Perché?
  • Leggo prima di dormire, ma vado a letto tardi
  • Perché?
  • Passo molto tempo al cellulare
  • Perché?
  • __________

Continuando a chiederci il “perché?” ad ogni risposta per 5 volte avremmo decostruito il nostro problema iniziale, approfondendone le motivazioni.


Inerzia

Se ad un certo punto ci blocchiamo e non riusciamo ad uscire da una situazione o problema, potremmo utilizzare anche il procedimento delle “paperelle di gomma”.

Con questo metodo dovremmo sforzarci di spiegare il nostro problema a qualcuno o a qualcosa (nel caso dell’inventore del metodo, ad una paperella di gomma) in maniera dettagliata, semplice e partendo dall’origine della questione, perché chi ci ascolta conosce  soltanto le informazioni che forniamo noi.

Questo ci permette di analizzare in maniera attenta il problema, partendo dall’inizio, analizzarla con calma, attraverso un linguaggio chiaro e osservarla da una prospettiva diversa.


Considerazioni finali

Eccoci arrivati alla fine di questo secondo articolo per pianificare i nostri obiettivi grazie al metodo del Bullet Journal.

Vi ringrazio per averlo letto, spero vi sia piaciuto e che alcune di queste tecniche vi torneranno utili per le sfide e gli obiettivi quotidiani, a prescindere dal volere creare un proprio Bullet Journal.

Conoscevate già alcuni di queste tecniche?

Se provate qualcuno di questi esercizi fatemi sapere cosa ne pensate e come vi siete trovati. Potete lasciare un commento qui sul blog o mandarmi un messaggio su Instagram.

Planner stampabili

Ed ecco un regalo per voi! Ho preparato dei planner gratuiti da stampare che potranno aiutarvi per pianificare le vostre giornate. Per riceverli basta iscriversi alla newsletter cliccando sul pulsante qui sotto:

Ciao e al prossimo articolo,

Claudia

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